Il ruolo delle colonne sonore dei film nella storia del cinema

Pubblicato il da Cetty

Il suono e la musica hanno sempre avuto un ruolo di rilievo nel cinema con funzioni più o meno importanti a seconda della scena in questione e del significato che l’autore del film vuole comunicare allo spettatore. Basti pensare alla saga Western di Sergio Leone o ai primi film di Dario Argento: sarebbero gli stessi senza il soundtrack?

Musica nel cinema: cenni storici

La musica come veicolo di emozioni è un concetto che fu lo stesso Platone a esprimere per la prima volta, teoria che è stata poi ripresa all’interno della Arousal theory of emotions (Teoria eccitazionistica delle emozioni): la musica è triste perché ci comunica il sentimento di tristezza, è allegra perché ci comunica allegria, ecc.. Negli anni a cavallo tra fine Ottocento e inizio Novecento la musica non era considerata come un elemento costitutivo dell’opera filmica e poteva essere utilizzata qualsiasi musica perché lo scopo principale era quello di coprire i rumori del proiettore e quelli del pubblico ed evitare il silenzio. Nella maggior parte dei film di questo periodo, non si trattava di musiche di repertorio e solo in pochi casi sono state prodotte delle colonne sonore, fortemente influenzate dal concetto di leit motiv wagneriano, dalle sinfonie ottocentesche e, in particolare, dal melodramma italiano. È necessario attendere i primi anni Trenta e l’avvento del sonoro per far sì che la musica possa cominciare ad assumere un ruolo importante all’interno dell’immagine filmica. Il concetto di colonna sonora come elemento narrativo del testo rappresentato comincia a caratterizzarsi intorno agli anni Sessanta, grazie alla Nouvelle Vague e ad altre avanguardie artistiche che apportano grandi cambiamenti nel linguaggio cinematografico. Michel Chion ha introdotto la nozione di audiovisione tramite la quale lo spettatore si appropria del prodotto cinematografico in maniera totale, lasciando che immagine e suono confluiscano insieme nella percezione senza che l’uno sia subordinato all’altro. Ne consegue che l’immagine e la musica interagiscano costantemente nella fruizione dell’azione narrativa dell’opera, partecipando attivamente all’attribuzione del significato ultimo dei contenuti.

Musica diegetica ed extradiegetica

Tecnicamente, possiamo distinguere tra musica diegetica ed extradiegetica. La musica diegetica è quella in cui la sorgente sonora si trova nello spazio fisico entro cui si svolge la storia. A sua volta si distingue in onscreen (la fonte sonora è all’interno della scena e/o inquadratura), offscreen (sorgente all’esterno dell’inquadratura), interiore (se la fonte rappresenta la condizione emotiva del personaggio), esteriore (la fonte sonora è fisicamente visibile). La musica extradiegetica, invece, è quella che si presenta chiaramente all’esterno della storia, percepita solo dallo spettatore e non dai personaggi del film. Anche il silenzio riveste un’enorme importanza all’interno del film, soprattutto la sua amplificazione: basti pensare al cinema horror.

35mm slide frame with film clapboard..
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